lunedì 28 dicembre 2015

WFA Travel EX NORTH ATOLLS 2016 2017




MALDIVE SPEED BOAT FISHING TRIP EX NORTH ATOLLS



Date:

Group 1 - 3 place available
8 oct 2016: departure from Italy
9 oct 2016: Arrival on Male– flight MLE-HAQ
10-15 oct 2016: 6  fishing days ESTENDIBILI SU RICHIESTA
09-16 oct:  7 nights 2 double rooms in FB
16 oct 2016: flight from Hanimadhoo HAQ-MLE
17 oct 2016: arrival in Italy





Group 2 - 3 place available
15 oct 2016: departure from Italy
16 oct 2016: Arrival on Male– flight MLE-HAQ
17-22 oct 2016: 6  fishing days 
16-23 oct:  7 nights 2 double rooms in FB
23 oct 2016: flight from Hanimadhoo HAQ-MLE
24 oct 2016: arrival in Italy


Doggy on top water



Group 3 - 3 place available
22 oct 2016: departure from Italy
23 oct 2016: Arrival on Male– flight MLE-HAQ
24-29 oct 2016: 6  fishing days 
23-30 oct:  7 nights 2 double rooms in FB
30 oct 2016: flight from Hanimadhoo HAQ-MLE
31 oct 2016: arrival in Italy

Big GT landed in March with hot weather


Group 3A - Completo
28 oct 2016: departure from Italy
29 oct 2016: Arrival on Male– flight MLE-HAQ
30 31 oct 01- 04 nov: 6 days fishing
05 nov 2016: flight from Hanimadhoo HAQ-MLE
06 nov 2016: arrival in Italy


The Boat 

Group 4 - 3 place available
12 nov 2016: departure from Italy
13 nov 2016: Arrival on Male– flight MLE-HAQ
14-19 nov 2016: 6  fishing days ESTENDIBILI SU RICHIESTA
13-20 nov:  7 nights 2 double rooms in FB
20 nov 2016: flight from Hanimadhoo HAQ-MLE
21 nov 2016: arrival in Italy


Big Grouper on Jigging in Shaviyai Atoll



Group 5 - 3 place available
19 nov 2016: departure from Italy
20 nov 2016: Arrival on Male– flight MLE-HAQ
21-26 nov 2016: 6  fishing days 
20-27 nov:  7 nights 2 double rooms in FB
27 nov 2016: flight from Hanimadhoo HAQ-MLE
28 nov 2016: arrival in Italy

Sail fish on Jigging



Group 6 - 3 place available
26 nov 2016: departure from Italy
27 nov 2016: Arrival on Male– flight MLE-HAQ
28 nov - 03 dec 2016: 6  fishing days ESTENDIBILI SU RICHIESTA
27 nov-04 dec:  7 nights 2 double rooms in FB
04 dec 2016: flight from Hanimadhoo HAQ-MLE
05 dec 2016: arrival in Italy


Big Rainbow runner on Jigging
Group 7 3 place available
7 gen 2017: partenza Italia
8 gen2017: arrivo Male e transfer volo interno
9-14  gen 2017: 6 gg di pesca
15 gen 2017:  transfer Hanimadhoo Male e partenza
16 gen 2017: arrivo Italia





Group 8 3 place available
14 gen 2017: partenza Italia
15 gen 2017: arrivo Male e transfer volo interno
16-21 gen 2017: 6 gg di pesca
22 gen 2017: transfer Hanimadhoo Male e partenza
23 gen 2017: arrivo Italia




Group 9 3 place available
21 gen 2017: partenza Italia
22 gen 2017: arrivo Male e transfer volo interno
23-28 gen 2017: 6 gg di pesca
29 gen 2017: transfer Hanimadhoo Male e partenza
30 gen 2017: arrivo Italia






Group 10 
3 place available
18 feb 2017: partenza Italia
19 feb 2017: arrivo Male e transfer volo interno
20-25 feb 2017: 6 gg di pesca
26 feb 2017: transfer Hamimadhoo Male e partenza
27 feb 2017: arrivo Italia



Group 11 
3 place available

25 feb 2017: partenza Italia
26 feb 2017: arrivo Male e transfer volo interno
27feb/4 mar 2017: 6 gg di pesca
5 mar2017 : transfer Hanimadhoo - Male e partenza
6 mar 2017: arrivo in Italia






Group 12 
3 place available
4 mar 2017: partenza Italia
5 mar 2017: arrivo Male e transfer volo interno
6-11 mar 2017: 6 gg di pesca
12 mar 2017: transfer Hanimadhoo Male e partenza
13 mar 2017: arrivo Italia




Programma di Viaggio

1: Partenza dall'aeroporto prescelto MXP (Milano)  FCO (Roma) & BLQ (Bologna)con volo di linea
2: Arrivo a Male International + volo interno Air Maldivian per raggiungere le zone remote dell'estremo nord + transfer alla nostra guest house.

Maldivian aero domestic flights

NB: (Gli Atolli dell'estremo nord sono raggiungibili solamente con un volo interno della Air Maldivian della durata di 55 Minuti)

GT popping spot from google hearth


3: FISHING DAYS: possibilità di fare 6/7/8/9 giorni di pesca negli Atolli di Haa Dhaalu, Haa Alifu, Ihavandippolhu, Makunudhoo dormendo nel NOSTRO FISHING LODGE situato nel centro degli spot di pesca con un raggio di azione di 40 miglia marine.

Group Photo


NB:(La nostra barca porta un massimo di 3 pescatori comodi 4 stretti per il Popping e il Jigging.

Desert island in Maldives


4: Trasferimento con volo interno della Air Maldivian per Male international dove in serata prenderemo il volo intercontinentale di rientro per L'italia
5: Arrivo in Italia all'aeroporto di partenza MXP o FCO.

Per qualsiasi informazione sull'attrezzatura potete vedere il nostro shop al link
 SHOP ON LINE wildfishingshop.com

Bet GT popper collage


Info:
Mail: vincenzocaccico@gmail.com
tel: + 39 347 1302778











giovedì 17 dicembre 2015

WILD FISHING SHOP.com



Dopo tanti anni di viaggi di pesca in molte tra le più belle destinazioni tropicali del mondo dalle Maldive, Yemen, Oman, Sri Lanka, Panama, Kenya, Sudan, Fiji, Papua, Indonesia, Belize, Cuba ecc ecc WFA Travel diventa anche Shop mettendo a disposizione a tutti gli appassionati di viaggi di pesca i migliori prodotti per la pesca tropicale.

WILD FISHING SHOP

Quante volte in questi anni ci è capitato di trovare Anglers non sempre preparati dal punto di vista dell'attrezzatura?

Anche con le canne rotte si può comunque lanciare e prendere


Questo accade spesso e  purtroppo non è sempre colpa del pescatore ma molte volte il problema va ricercato nelle aziende produttrici, importatrici e nei negozianti che non avendo mai provato questa pesca non sono in grado di valutare la reale qualità dei prodotti.....Pesante affermazione ma è così poi chi ci rimette è sempre la barriera corallina.......
Il mio rispetto va a tutti quei negozianti e operatori del settore che queste esperienze le hanno provate sul campo personalmente..... almeno sanno cosa dicono, non per il passaparola ma perchè hanno toccato con mano.


Un GT di 40 + kg purtroppo trovato a galla morto causa ardiglioni sulle ancorette dopo aver strappato sul reef


Quante volte mi sono sentito dire: "queste ancorette sarà impossibile aprirle, queste canne sono indistruttibili, questo mulinello ci hanno tirato tonni da 200 kg" e poi tutti questi discorsi cadono come un castello di carta di fronte al primo contatto con la dura realtà tropicale.
Ps: questo accade non tanto per colpa dei pesci ma per colpa del pescatore e della brutalità dell'azione di pesca.

Dumbel pop tanto economico quanto inadatto, Owner ST 66 toy hooks


Lavoro nel mondo della pesca (tropicale) da diversi anni ormai abbastanza assiduamente, e come dico sempre ai ragazzi che partono con la mia organizzazione, che nel mio piccolo non credo di sapere nulla di spinning alla spigola, eging, spinning al tonno, traina con le seppie, drifting, bass fishing, pike fishing........ ma quando dico una cosa sul mio mondo, sul mio lavoro non è per sentito dire ma è perchè credo di poter dire quello che credo..... non lo faccio per presunzione, lo faccio per permettere a tutti gli appassionati tropicalisti di entrare preparati mentalmente in questa dimensione, lo faccio perchè vorrei formare dei pescatori responsabili e autosufficienti, che un giorno possano contraddirmi e perchè no; insegnarmi cose che mi sono sfuggite in passato.
La pesca tropicale si è evoluta moltissimo da quando si passava con i barconi lungo i reef a lanciare i surface bull gt e i ranger nell'onda....

Un bel GT combattuto con attrezzatura dimensionata.

Ricordiamoci che il bello di questa pesca non è prendere il pesce più grande e cattivo, ma è sapere come prenderlo dove prenderlo e perchè prenderlo, poi se è grande e ci spacca la schiena meglio ancora...


Non sempre la piatta vuol dire cappotto


La lettura dell'acqua al tropico è tutto: correnti di maree, oceaniche, conformazioni coralline, secche, drifitng, artificiali giusti per quella cisrcostanza ecc ecc il tropico funziona così ovunque, almeno nei posti dove io ho potuto sbatterci la testa e la mia esperienza.
Ho avuto il piacere di aprire nuove destinazioni e di pescare dove nessun altro aveva mai lanciato, dove altri hanno trovato felicità per le catture fatte nei posti aperti dalla mia organizzazione.

la mia felicità + la sua

Non esiste l'artificiale migliore in assoluto, esiste però quello giusto per quella circostanza di acqua che ci troviamo davanti, il bello e il difficile è capire qual'è......

Un collage delle nostre catture 2012 2013


Se c'è una cosa che ho capito in tutti questi giorni in tutti questi anni è che, nella pesca tropicale, non esistono compromessi non esiste prodotto cinese, giapponese, italiano esiste solo il prodotto testato che funziona e quello non testato che funziona per sentito dire, da chi poi non si sa.....

I vecchi mulinelli DAIWA erano una merda!

In questo modo speriamo che da ora in poi tutti i partecipanti e gli appassionati di questo settore possano trovare il meglio per arrivare preparati alla sfida tropicale...... come dire speriamo di non vedere più attrezzatura approssimativa che danneggia sia i pesci che il pescatore.

Un' operazione del sottoscritto per liberare il GT da un popper piccolo appena ingoiato, il pesce per poco non moriva.


Non avendo nei nostri mari la possibilità di praticare questo sport, la tecnica del popping estremo non è molto conosciuta, come gli abitanti dei mari tropicali non hanno mai visto la neve, noi non abbiamo la fortuna di incontrare pesci come Gt nelle nostre acque.


GT con amo singolo in coda e ancoretta fasulla per bilanciarlo


In questi ultimi anni molti appassionati di spinning si sono dedicati al al tonno rosso, la cosa mi sta, dal punto di vista di skipper e guida tropicale, aiutando e danneggiando allo stesso tempo.
Perchè è è vero il rosso è il pesce che tira di più ma vine pescato, tolto intorno alle piattaforme, in acqua libera e può correre quasi al'infinito, ma su una barriera corallina se un pesce corre troppo vuol dire che è perso, con relativo orecchino da 150 gr in gola......
Questo discorso grazie a dio non vale per tutti, è ultimamente qualcuno sta cominciando ad alzare il pe sia di canne che di treccia....... bravi avete la mia stima.

Prime esperienze di spinning al tonno a Panama


Ricordiamoci che il vero sportivo, se sportivo si può definire un uomo che setta in bocca a dei pesci degli ami da 20+ gr, non è il pescatore che pesca sottodimensionato ma il pescatore che non perde tempo e tira il pesce il più velocemente possibile per danneggiarlo il meno possibile.

Sportivo con una Carpenter pe 10 12


BASTA anocrette burro, ami che si spuntano, trecciati che si sfibrano , canne che esplodono, popper che non popperano, stick che non lavorano, mulinelli che si ingrippano, frizioni che non stringono e pescatori che non salpano i pesci.......

Komodo popper bella cagata!


Molte di queste cose che ho scritto a qualcuno non saranno piaciute ma in questo momento della mia vita professionale è esattamente quello che mi dice la mia conoscenza......... l' esperienza è la basa della conoscenza.

Personal best in Laccadives


Chi viene a pesca con me impara molto più velocemente di come non imparai io in passato,  ed ultimamente c’è anche qualcuno che mi da delle sonore lezioni, faccio comunque tesoro e metto in cassaforte.


Il primo 50 non si scorda mai.

Un Saluto a tutti Vincenzo e scusatemi lo sfogo ma dopo 10 anni diventato un po più vecchietto me lo posso permettere.



Allora ecco perchè ho aperto uno Shop on-line WILD FISHING SHOP


giovedì 29 ottobre 2015

BKK GT-REX TREBLE HOOKS

NEW ARRIVAL 2015

BKK GT-REX size

Shop on line BKK GT REX

Siamo in partenza per un mese di tropico destinazione maldive Ex North Atoll

BKK GT-REX box


Contestualmente metteremo sotto pressione le nuove ancorette BKK GT-REX  e vedremo come si comportano rispetto ad altri modelli già presenti sul mercato tropicale come Shogun, Gamakatsu, Decoy, Intense custom hooks.

Treble Hooks compare


Le BKK sono disponibili in 3 misure

5/0:  lure 100 120 - gr 5 pz
6/0:  lure 120 150 - gr 5 pz
7/0:  lure 140 200 - gr 5 pz



Le GT-Rex sono realizzate con acciaio giapponese  destinate alla pesca tropicale ed allo spinning pesante dei grossi Giant trevally.




Utilizzano una nuova tecnologia per evitare il più a lungo la corrosione


GT-Rex features
L’anello di attacco si presenta con un diametro contenuto per favorire l’inserimento su grossi anelli spaccati (split ring) da oltre 400 lbs.

Puoi trovare le BKK GT-Rex nel nostro shop: Wildfishingshop

A presto Vincenzo

lunedì 12 ottobre 2015

WEST PAPUA RAJA AMPAT

All’altro capo del mondo, i mari del sud custodiscono un tesoro che è stato scoperto soltanto di recente. Solo pochi anni fa, alcuni ricercatori hanno effettuato il primo studio delle scogliere coralline di Raja Ampat ,tra Sumatra, la Nuova Guinea e le Filippine, e hanno fatto una scoperta sensazionale: le acque di questo arcipelago contengono la maggior varietà di specie marine al mondo. Noi ci siamo stati a pescare!

 

 Perchè Raja Ampat


 Rientrato da un viaggio di pesca a Panama, la mia attenzione è stata completamente rapita da un documentario di diving, girato da una troupe Americana nei pressi del mare delle Molucche.



Non ero a conoscenza del fatto che in un piccolo arcipelago, a nord della West Papua, ci fosse la più grande biodiversità marina del pianeta terra.



 Il filmato mostrava una barriera corallina ancora intatta, colorata e ricca di vita; carangidi, snapper e moltissimi squali mi passavano davanti gli occhi, come per invitarmi a partire per scoprire la pescosità di queste acque. In fine, dopo dieci lunghi minuti di riflessione, mi sono deciso ad acquistare i quattro voli che mi separavano da questo paradiso, con la speranza di trovare il nirvana della pesca sportiva.




Esplorazioni
Esplorare nel mondo della pesca sportiva, non significa andare in un charter  per la prima volta a pescare in un luogo esotico, ma essere il primo a pescarci in assoluto.
La  differenza è sostanziale, perché il primo caso è paragonabile a una autostrada a pedaggio al contrario il secondo è come  guidare un fuoristrada  nel deserto senza la traccia di una pista.



In una esplorazione di pesca si incontrano molte difficoltà, e la parte tecnica dell’attrezzatura passa in ultimo piano.
Le priorità sono altre: arrivare sul posto, cercare una buona imbarcazione, scegliere gli spot di pesca sulla carta nautica, capire il più presto possibile il mare e le correnti e in fine trovare una sistemazione dignitosa per nutrirsi e passare la notte.



Nulla viene pagato in anticipo dall’Italia,  contrattare i prezzi di qualsiasi servizio o bene di prima necessità è di vitale importanza alla buona riuscita dell’esplorazione.



Non si può contattare nessuna guida, nessuna agenzia per avere informazioni perché nessuno ci ha pescato sportivamente  prima del nostro arrivo.


Entrare nella riserva Nazionale
Fino al momento in cui siamo entrati all’ufficio militare, nell’ isola di Waigeo, non siamo stati del tutto sicuri che ci avrebbero permesso di praticare il catch and release in queste acque.
La cosa ci creava qualche malumore, visto che arrivavamo da più di trentacinque ore di volo e tre ore di traghetto locale senza incontrare un occidentale.



L’attesa è stata snervante.  Nessuno dei militari parlava inglese ma il nostro interprete sembrava fiducioso.
.


Sono però convinto che i responsabili del parco ancora oggi staranno  chiedendo il perché questi due strani  Italiani volessero rilasciare tutto il pescato........



Pagato l’entry permit in rupie indonesiane, partiamo per l’isola di Waiag, la parte dell’arcipelago che sulla cartina sembrava essere un ottimo inizio per le nostre battute di pesca.



Focus Raja Ampat


L’arcipelago è un groviglio illimitato di secche, isole coralline, isole montuose, baie cristalline e lagune di foreste di mangrovie. Sembra di essere in tre oceani contemporaneamente.
Il colore dell’acqua e della barriera corallina non ha eguali e le forti correnti di marea, portano nutrimento e ossigeno a tutte le forme viventi, dal microscopico plancton alle maestose  mante che si aggirano anche nei bassi fondali, ma noi non sappiamo apprezzare più di tanto perché abbiamo nei pensieri la nostra tanto amata  pesca.



Finalmente a Pesca
Alloggiati sul bordo della barriera corallina, in una palafitta costruita da locali, con la nostra barca ormeggiata al pontile equipaggiata di un motore da quaranta cavalli, siamo finalmente pronti per uscire l’indomani a pesca.



L’emozione di aver davanti a noi nove giorni di passione allo stato puro ci esalta e ci fa provare le stesse emozioni di quando, anni fa, abbiamo lanciato per la prima volta un popper  lungo una barriera corallina. Le braccia tremano proprio come quel giorno e l’adrenalina sale velocemente man mano ci avviciniamo al primo spot che ci si apre davanti.



Tutte queste emozioni si ripeteranno per i restanti dieci giorni in cui usciremo per scoprire nuove zone e valutare la reale potenzialità del posto in cui siamo capitati.


Emozioni in superficie

Avendo assaporato il primo giorno la vastità degli spot, in particolar modo per la pesca a popping e spinning in superficie, continuiamo la nostra ricerca utilizzando solo ed esclusivamente queste tecniche.




Avendo passato gli ultimi quattro anni su e giù per il mondo a pesca, troviamo immediatamente degli spot molto validi, anche grazie all’aiuto del pescatore locale.
Il lavoro di squadra indispensabile in queste esplorazioni e gli attacchi ai nostri stick bait e popper, di varie forme e dimensioni davvero non si fanno attendere.


In condizioni di corrente favorevoli e di acqua ossigenata snapper, cernie, coral trout, carangidi e squali di barriera sembrano stregati dal sordo rumore e dalle movenze dei nostri artificiali.


 Questo accade in modo esponenziale se si pesca in un luogo vergine dove i predatori regnano indisturbati e non hanno mai visto un artificiale prima del nostro avvento.


Gli attacchi in superficie sono l’espressione più alta per un appassionato di tropico.
 Ci fanno urlare ad ogni esplosione dell’acqua sul nostro popper e il combattimento è solo un valore aggiunto di questa stupenda tecnica.


Gli abitanti del luogo

Squali squali squali
Non era mai capitato di avere così tanti incontri ravvicinati con questi stupendi predatori.
 Ad ogni spot pescato, gli attacchi di questi pesci cartilaginei erano numerosissimi; inseguimenti, repentine sterzate e salti acrobatici, indirizzati a far male al nostro artificiale ci spingevano a non mollare mai.



E’ risaputo che gli squali tagliano e che, portarli sottobarca,  non è un gioco da ragazzi, e spesso può anche risultare pericoloso per l’incolumità del pescatore stesso, soprattutto se l’ospedale più vicino e a qualche ora di barca e sempre che ce ne sia uno.



La cosa importante è rilasciare il pesce senza creargli dei danni permanenti e per fare questo spesso bisogna slamarlo in acqua.


Carangidi
Giant trevally e blue fin tgrevally sono molto presenti in queste zone, grazie alla grande presenza di pesce foraggio e la conformazione del fondale corallino che offre numerosi punti di sosta e di caccia per questi bellissimi pesci sportivi.



I Gt che sono usciti non sono di dimensioni rilevanti ma l’ aggressività degli esemplari più piccoli è sconcertante.




Non è detto che con imbarcazioni migliori che diano la possibilità di raggiungere spot ancora più estremi in alto mare non ci si possa imbattere in prede over size come ci era capitato nell’isola di Socotra nello Yemen.


Pesce di barriera
La presenza di prede come snapper e cernie è disarmante ad ogni angolo abbiamo avuto attacchi di queste specie normalmente meno aggressive dei carangidi, allamandone e perdendone in quantità.




Questo fatto denota che la pesca professionale e locale non hanno avuto nessun impatto nell’arcipelago di Raja Ampat.



Probabilmente un appassionato di pesca in superficie in mediterraneo dovrebbe munirsi  di un defibrillatore se intende affrontare queste calde acque tropicali.


Makerel e Barracuda
Salti spettacolari spesso di qualche metro fuori dall’acqua, partenze brucianti, tagli del terminale e profonde ferite ai nostri artificiali, ecco l’essenza di questi predatori che si possono trovare nei pressi delle conformazioni coralline ma spesso anche in alto mare.



AI momento dell’attacco i nostri artificiali vengono proiettati in aria come se fosse appena esplosa una mina sotto di loro; un’ emozione che ci lascia sbigottiti e senza parole.


Conclusioni

Questo paradiso della  Papua indonesiana è tra gli ultimi luoghi dove anche Dio si è dimenticato di fare visita;  che resti tale negli anni avvenire dipenderà dalle autorità locali e dal buon senso delle persone.
Al momento esistono solo pochi e piccoli ecoresort che non hanno nessun impatto sul paesaggio, ma il pericolo che tutto si trasformi in un business sfrenato di stampo occidentale c’è.
L’ arcipelago dei quattro re, Raja Ampat,  non è dietro l’angolo ma forse è proprio grazie a ciò che ha potuto  conservarsi  vergine fino ai nostri giorni, la natura incontaminata scandita dal canto degli uccelli del paradiso, deve rimanere intatta.
Forse questo è solo un sogno, ma un sogno da conservare gelosamente nel cassetto.